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The Coodercaster: I Pickup

The-Coodercaster-Pickups

Come ho accennato nei precedenti articoli, per emulare Ry Cooder nella costruzione di una chitarra dedicata all’uso con il bottleneck con un pickup da lap steel al ponte ed un “goldfoil” al manico non è più necessario rivolgersi al mercato vintage per procurarsi i pickup.

Oggi si possono trovare sul mercato non solo cloni degli originali, ma anche modelli alternativi che promettono le stesse sonorità con forme e dimensioni standard, così da agevolare il montaggio su qualsiasi strumento.

String through o no?

A fianco delle riproduzioni del vecchio Valco string through esistono modelli tradizionali, vale a dire dotati di poli magnetizzati sotto le corde e con i magneti collocati solo sotto la base del pickup, come in un classico P90, ma in cui la qualità e la posizione dei magneti creano un campo magnetico ampio e avvolgente, simile a quello dell’originale, e una sapiente calibrazione delle bobine mira ad ottenere la stessa risposta del pickup di riferimento.

Interessante notare che per imitare il suono del modello di riferimento si utilizzano a volte materiali, strutture e caratteristiche costruttive del tutto differenti (ad esempio magneti ceramici e bobine singole in luogo dell’alnico e della doppia bobina degli originali).

Naturalmente la costruzione standard ha indubbi vantaggi pratici sulla complessa ed ingombrante struttura string through, sia a livello di regolazione, sia a livello esecutivo (lo string through è ingombrante, rende complicato se non impossibile il palm muting e riduce notevolmente lo spazio della mano che pizzica le corde), sia, infine, a livello elettronico (non crea problemi di fase), ma un vero pickup string through ha dalla sua l’originalità e il fascino stravagante di un oggetto unico; in più non è sensibile ai ronzii e alle interferenze, essendo humbucking.

Quanto all’autenticità del suono, possiedo due lap steel vintage con pickup Valco originali in ottime condizioni ed altri strumenti con modelli a struttura tradizionale (di Lollar e Gemini Pickups): le differenze (a parte quanto già detto sul ronzio) mi sembrano minime, e a mio parere in parte dovute alle diverse caratteristiche degli strumenti, più che ai pickup. Più avanti vedremo in dettaglio analizzando i singoli modelli.

La giungla dei Pickup Goldfoil

Da qualche anno a questa parte sembra esserci il boom dei pickup Goldfoil, alcuni costruttori hanno messo la tipica lastrina metallica reticolata su humbucker, P90 e single coil.

Il risultato viene generalmente descritto come Goldfoil anche se, al di là dell’estetica, si tratta di prodotti che non hanno niente a che vedere con i caratteristici pickup che qui ci interessano (persino Fender e Music Man montano “gold foil” su alcuni modelli, ma sono mini humbucker “travestiti”, così come sono in realtà P90 quelli montati sulla Eastman Romeo LA).

Ci sono poi costruttori che propongono vere e proprie repliche dei Goldfoil degli anni ’60, ma di quali?

Il generico termine “goldfoil” indica una caratteristica puramente estetica: (una lastra zigrinata o una retina metallica dorata visibile da aperture presenti sul coperchio cromato del pickup).

Quest’ultima era presente in molti modelli di pickup montati su chitarre economiche vendute per corrispondenza e nei grandi magazzini in America negli anni ‘60: le chitarre erano sia di costruzione americana che giapponese, e così i pickup.

Sulle chitarre americane venivano montati pickup prodotti dallo storico marchio De Armond (uno dei pionieri dell’amplificazione di strumenti a corde), caratterizzati dal montaggio diretto sulla superficie del corpo dello strumento (un po’ come quelli montati ancora oggi sulle Rickenbacker) mediante una cornice metallica integrata nella copertura cromata, che presentavano in superficie aperture sul “gold foil” diverse a seconda della marca dello strumento, ribattezzate dagli appassionati con soprannomi.

Abbiamo così rombi singoli (“diamond”) o ripetuti (“argyle”), forme simili a lettere dell’alfabeto (“S” e “N”),  e addirittura dei riccioli simili a baffoni a manubrio (“moustache”).

In realtà, al di là delle differenze estetiche più o meno pronunciate si tratta dello stesso pickup, un single coil con magnete in alnico, con caratteristiche sonore simili ad un P90.

I goldfoil giapponesi più ricercati e riprodotti oggi erano invece prodotti da Teisco e Guyatone, anche se a volte venivano montati su strumenti venduti con il marchio del distributore americano o europeo (Antoria e altri): sono pickup simili per costruzione (con viti che simulano le espansioni polari degli humbucker ma hanno solo funzione estetica, magneti a barra e un livello di uscita piuttosto basso) differenti per materiali ed estetica:

  • i Teisco usano un magnete “gommoso”, di quelli economici che si usano per i gadget da attaccare al frigorifero, ed hanno una forma piatta che li rende adatti al montaggio in superficie anche in presenza di poco spazio,
  • i Guyatone hanno il magnete in alnico, più usuale per dei pickup, e una forma più simile ad un humbucker tradizionale.

Il goldfoil sulla Coodercaster originale è un Teisco, ma nulla vieta di sperimentare con un pickup di ispirazione Guyatone, ancora più dinamico e con una timbrica leggermente più calda (è uno dei pickup più versatili che abbia mai provato).

Il goldfoil in stile De Armond a mio parere è meno adatto all’uso al manico di una Coodercaster, perché è troppo potente e ricco di medi rispetto a quello usato da Cooder.

I costruttori dei Pickups

Lollar Pickups

Il primo a costruire una replica dello string trough Valco, originariamente proposta con il nome Supro (vi ha dovuto rinunciare a seguito della cessione del marchio Supro da Bruce Zinky, che evidentemente lasciava correre, a Bond Audio, che ha subito segnato il territorio) è stato Jason Lollar.

Il suo pickup riprende tutte le caratteristiche costruttive degli originali (compresi i fastidiosi spigoli vivi sulla piastra superiore) ma l’ampia piastra inferiore, che nelle lap steel funge anche da attaccacorde, ponte e supporto per i potenziometri di tono e volume, e che Cooder ha fatto tagliare per fare spazio al ponte della sua Stratocaster, è sostituita da una piccola base che consente il montaggio sul corpo tramite quattro viti.

Il pickup è fedele all’originale, anche nella dinamica e nella timbrica potente e brillante, nella pronta risposta al tocco e nel notevole sustain. L’ho provato su lap steel e strumenti tipo Coodercaster e mi ha convinto.

Per coloro che cercano il suono Coodercaster in un pickup di tipo tradizionale Lollar propone il modello Chicago: si tratta di un singlecoil con forma e dimensioni simili ad un P90 ma da montare sospeso ad un battipenna in stile Fender.

Ne possiedo uno, montato una su una lap steel, e l’ho provato anche sulla chitarra di un amico: la timbrica e la dinamica si avvicinano molto a quella di un vero string through, forse con una ancor maggiore apertura sugli acuti, e ovviamente, essendo un single coil puro, c’è un po’ di ronzio in più; in conclusione un ottimo pickup con quella “profondità” e complessità tipica di quasi tutti i modelli Lollar. 

Nel catalogo Lollar troviamo anche dei Goldfoil di ispirazione Teisco, disponibili sia nel formato originale, sia in formato Humbucker (si tratta comunque di single coil), e in versioni diversificate per il montaggio in tutte le posizioni (bridge, centre, neck, e addirittura al battipenna di una archtop acustica).

Si tratta di pickup ottimi e incredibilmente versatili, che evidenziano le caratteristiche dello strumento su cui sono montati pur mantenendo uno spiccato carattere originale.

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Lollar Pickup

Eastwood Pickups

Il costruttore canadese è proprietario del marchio Valco, e produce un pickup string through (di probabile origine coreana) simile ai Valco d’epoca, che monta anche su un proprio modello di chitarra ispirato alla Coodercaster e che è disponibile (in piccoli lotti) anche per l’acquisto separato.

Fisicamente simile all’originale, dal quale si differenzia per la piastra superiore dotata di angoli leggermente arrotondati, per i poli dalla testa arrotondata e per la base ridotta in stile Lollar.

Non ho mai avuto l’occasione di provarlo ed essendo molto recente al momento non vi sono recensioni in rete.

Eastman produce anche un generico pickup goldfoil, con magnete in alnico e caratteristiche che lo rendono una via di mezzo tra i classici Guyatone e De Armond.

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Eastwood Pickup Valco

Mojo Pickups

È il marchio di un artigiano inglese specializzato in pickup di nicchia ed evidentemente Cooderiano convinto: oltre al classico pickup in stile Valco che qui ci interessa produce altri modelli ispirati a quelli montati da Cooder su altri strumenti.

Vende inoltre un selettore specializzato che permette di ovviare ai problemi di fase quando si combina un pickup string through con uno tradizionale.

In catalogo vi sono molte versioni dello string through di ispirazione Valco, sia con base ridotta in stile Lollar, sia con l’ampia piastra di montaggio degli originali, proposta sia con scasso per il vibrato Stratocaster, sia con ponte hardtail incorporato nelle versioni Strat e Tele. Caratteristica interessante la piastra superiore con le estremità arrotondate.

Di recente Mojo ha introdotto un modello non string through in versione humbucker, che a quanto mi risulta è unico nel suo genere (i concorrenti producono al più single coil in formato humbucker).

Non poteva mancare nel suo catalogo la più vasta gamma mai vista di pickup goldfoil: dalle repliche fedeli degli originali Teisco e Dearmond a versioni di entrambi in tutti i formati possibili (persino Filtertron), al Guyatone, oltre al Dual Foil, che combina due goldfoil in un particolarissimo (e gigantesco) humbucker.

Non ho mai avuto occasione di provare i Mojo, ma godono di ottime recensioni in rete ed hanno quasi del tutto soppiantato i Lollar sugli strumenti Waterslide.

Teisco Mojo Gold Foil

Humbucker Mojo Pickups Gold Foil                 

Gemini Pickups

Gli ultimi arrivati, ma decisamente meritevoli di attenzione. Anche qui, come nel caso di Mojo, si tratta del marchio di un singolo artigiano, questa volta americano, Rob Banta, che in una cittadina dello stato di New York produce a mano dei pickup ottimi, con una particolare attenzione ai modelli più di nicchia.

Tra i suoi clienti vi sono Jim Campilongo, Mark Knopfler e Jackson Browne, oltre al meglio dei liutai americani (tra tutti Rudy Pensa e Waterslide guitars), e anche il sottoscritto, che è entusiasta tanto dei prodotti quanto della disponibilità di Rob a dispensare consigli ed a sperimentare modelli nuovi. 

La qualità di costruzione e la complessità timbrica sono alla pari con Lollar ed il rapporto qualità prezzo è incredibile; purtroppo trattandosi di prodotti costruiti ad uno ad uno da una sola persona, i tempi di consegna sono lunghi (circa 45 giorni) e destinati ad allungarsi man mano che aumentano le richieste.

Nella sua produzione spiccano due modelli che possono interessare gli emuli di Ry Cooder: il Suprocaster e i vari tipi di goldfoil.

Il Suprocaster è simile al Lollar Chicago, ma trattandosi di un prodotto artigianale può essere richiesto in qualsiasi formato standard (da Tele al top mount Rickenbacker) e in moltissime finiture (addirittura in celluloide italiana tartarugata, bellissimo ma con un sovrapprezzo di 50 dollari).

Ottimo anche per un uso non slide (Knopfler lo usa in formato Tele e Strat come pickup al ponte nelle sue Pensa custom) permette di aggiungere un tocco di Coodercaster anche a strumenti che strutturalmente non si adatterebbero al montaggio di un vero string through (io l’ho montato anche su una semiacustica e su una copia della Vox Mandoguitar).

Ancora più simile agli originali dal punto di vista sonoro rispetto al Chicago, condivide con quest’ultimo la natura (un po’ più rumorosa) di vero single coil.

I Gold foil, così come quelli di Mojo, sono disponibili in tutte le fogge possibili, in tre “gusti” (Teisco, Guyatone e DeArmond), e per le tre posizioni.

Il Gemini Guyatone spec è uno dei single coil più versatili in assoluto, in tutte le posizioni e su tutti gli strumenti, mentre il Teisco spec ha più carattere e suona tipicamente Cooder.

Anche in questo caso è disponibile sia l’humbucker costituito dalla combinazione di due gold foil (in due versioni, Goldbucker e Dualbucker, per le caratteristiche rimando al sito), sia il normale gold foil in formato humbucker.

Gemini-pickup-suprocaster

Gemini Pickup Suprocaster (Tele sized)

Novak Pickups

Altro costruttore americano di fascia alta, ha in catalogo numerosi gold foil sia in stile De Armond che Guyatone (mancano, ahimè, i Teisco di stretta osservanza Cooderiana) in molti formati e anche in versione humbucker. Non li ho mai provati ma godono di ottime recensioni.

Curtis Novak Goldfoil Pickup, Guyatone style

Mojotone Pickups

Costruttore boutique che al contrario di Novak produce un solo modello di Goldfoil, una replica Teisco identica agli originali per aspetto e caratteristiche tecniche.

Altri

Altri goldfoil, di ispirazione De Armond (almeno nell’estetica) e di probabile provenienza coreana si trovano a prezzo estremamente accessibile nel catalogo Allparts, ma a giudicare dalla scarna descrizione sul sito si tratta di generici single coil “potenti” con costruzione simile ai P90 e magnete ceramico. 

L’articolo è stato redatto sulla base della mia esperienza e delle mie ricerche in rete. Chiedo scusa fin d’ora ad eventuali costruttori di pickup non inclusi nella lista, invitandoli ad intervenire ed a proporre i loro prodotti in stile Supro o Goldfoil.

Mojotone-Gold-Foil-Pickup

Mojotone Gold Foil Pickup, Teisco style

Stratocaster, Fender, Music Man, Eastman, Romeo LA, Strat, Tele, Valco, Supro, Bond Audio, P90, Filtertron, Rickenbacker, Teisco, Guyatone, De Armond, Allparts, Novak, Mojo, Mojotone, Gemini Pickups, Suprocaster e National sono marchi registrati e appartengono ai rispettivi titolari, ai quali QP slides non è in alcun modo affiliata.

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4 risposte

  1. Panoramica molto utile per orientarsi nel ginepraio del mondo cooderpickup-io ho montato al ponte un Mojo Pickup stile Valco al manico dopo averne provati un paio ho virato su un Roswell abbastanza economico ma anche lui non molto soddisfacente

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