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Vita da slider, in studio: approccio all’arrangiamento

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Ciao amici, qui Sebastiano Lillo che vi parla.

Sono, come già sapete, endorser e dimostratore per QP Slide.

Due delle mie grandi passioni musicali sono la chitarra slide (e questo lo avete capito!) e la produzione musicale: dal 2019 dirigo un piccolo studio di registrazione ed etichetta indipendente: “Trulletto Records“.
In studio ho la possibilità di sviluppare suoni, tecniche e approcci alla produzione, registrazione ed arrangiamento e nel corso degli anni ho messo al servizio di molti artisti e musicisti le mie piccole conoscenze in merito.

Molto spesso mi capita o mi si chiede di dover aggiungere delle chitarre su alcuni brani ed è in questo momento che scatta qualcosa nella mia mente e la voglia di caratterizzare (sempre che serva davvero) una traccia con il mio suono diventa obiettivo primario, senza mai soffocare o annebbiare quello che è stato già fatto: in questo breve articolo vi parlerò proprio del mio approccio all’arrangiamento e registrazione delle parti di chitarra slide.

Studio del brano

Con calma ascolto decine di volte il brano, metabolizzo la struttura, i cambi e le dinamiche utilizzando una chitarra acustica in accordatura standard (approccio per me necessario nella fase di studio strutturale, che consiglio a tutti); dopo aver assimilato questi elementi e soprattutto la tonalità, scelgo la giusta accordatura aperta da utilizzare e la chitarra più adatta (elettrica, acustica, lap steel, resofonica, baritona) e di conseguenza lo slide da utilizzare (misure, peso, materiale e anche dito da utilizzare).

Gear

Dopo aver assimilato il brano e scelto la strumentazione essenziale (accordatura, chitarra e slide) proseguo la scelta dell’aspetto timbrico e di colore individuando, nel caso di strumento elettrico, l’amplificatore e l’eventuale catena di effetti, passando poi al set-up di microfonazione e registrazione.

Ultimamente per gli strumenti elettrici scelgo amplificatori valvolari abbastanza piccoli, fra tutto il mio Fender Pro Junior che mi accompagna ormai da un po’ (per approcci più loud utilizzo un Ampeg SJ 12-r degli anni ’80 o un Fender Bassman Silver Face del ’74) microfonando con un microfono Coles 4104 a nastro su un preamplificatore Universal Audio Solo 610 (adoro i microfoni a nastro su preamp valvolari) e in aggiunta un Sm7B Shure su un preamplificatore in stile Neve 73; in alcuni casi riprendo anche anche l’ambiente in cui si trova l’amplificatore, questo dipende un po’ da che tipo di arrangiamento e approccio ha il brano.

Per gli strumenti acustici utilizzo un microfono valvolare in stile U-47 su un bellissimo preamplificatore focusrite ISA 1 oppure una coppia di AKG 214, ma non disdegno anche l’utilizzo di microfoni a nastro o dinamici per ottenere il suono che ho in mente.

Mi capita a volte di integrare il suono con dell’outboard analogico, quindi valuto l’utilizzo di compressori ed equalizzatori passivi che possono scolpire meglio il mio suono affinchè sia connesso con l’intero arrangiamento ed ecco che il set-up per la registrazione è completo.

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Finalmente si registra

Come tutti gli strumenti musicali la chitarra slide ha le sue caratteristiche alle volte positive e a volte meno, può essere voce solita ma può essere un coro di voci armonizzate, può essere uno strumento delicato ma può essere nervosa ed anche invadente, per cui penso che prima di registrare sia opportuno ascoltarsi e porsi alcuni quesiti:

  • Serve un intervento di supporto o una caratterizzazione forte?
  • In che range di frequenze sto suonando?
  • Il mio range interferisce con le linee melodiche principali?
  • Le armonizzazioni sono corrette?
  • I miei interventi sono ritmicamente corretti?
  • Sto suonando negli spazi?
  • La tipologia e misura di slide sono quelle giuste per la mia mano, il mio dito?

Questi sono i quesiti principali che mi pongo ma potremmo aggiungerne tanti altri: alla fine quando riascolto quello che ho registrato, arrivano le risposte alle domande precedenti, che siano positive o negative, in questo caso si ricomincia tutto da capo, con pazienza e passione!

Che siano interventi minimalisti o fraseggi importanti, la chitarra slide aggiunge un colore inconfondibile e quando capita di metterla in modalità “mute” sul mixer la sua assenza è fortemente percepibile.


Spero che questo piccolo scorcio di “vita da slider” in studio vi sia piaciuto, vi lascio con qualche link ai brani in cui ho con piacere prestato il mio suono e dove le piccole riflessioni che faccio mentre lavoro diventano musica, e vi invito a visitare il sito di QPSlide per scoprire modelli, features e news!

https://www.youtube.com/watch?v=ZEhElRCmfk0
https://www.youtube.com/watch?v=zRFspy44vNk
https://www.youtube.com/watch?v=sBKVni-G2Pk
https://www.youtube.com/watch?v=IwTM7OfB-Jw
https://www.youtube.com/watch?v=uSYtZqbw67E

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2 risposte

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